Foto di Giuseppe Ziliotto
 

Allora avevo un sogno, oggi ho la mia storia e la consapevolezza del mio presente.Alla fine degli anni ‘60 scopro sulla copertina di un disco che amavo molto, un 33 giri di Ike & Tina Turner, la parola “Producer” e affascinato da questa nuova figura artistica decido che quella sarebbe stata la mia professione. Cerco e trovo l’occasione: con i Pooh incido Tanta voglia di lei e Pensiero a cui seguono anni di intenso lavoro con il gruppo.
Riascoltando Opera prima, Alessandra, Parsifal si coglie tutta l’emozione e l’importanza del nostro incontro. Con i Pooh realizzo un altro, grande progetto: una tournèe con l’orchestra sinfonica nei teatri più prestigiosi ed il risultato è stato clamoroso. Probabilmente a spingermi è stato quell’amore per la lirica che coltivavo dentro di me e che oggi mi porta a nuovi confronti musicali. Ho amato tutti gli artisti che ho diretto.
Sono stato conquistato dalla figura e dalla voce di Alice, dal fascino di Miguel Bosè, dal timbro evocativo della voce di Tosca, dalla freschezza della composizione Luna di Gianni Togni. Canzoni come: Strano il mio destino per Giorgia, Storie di tutti i giorni per Riccardo Fogli, Che mistero è l’amore per Nicky Nicolai e Stefano Di Battista nate con Maurizio Fabrizio, sono diventate dei grandi successi dopo una fine opera di cesello.
La mia attenzione ai particolari, giudicata a volte “maniacale” è l’espressione di un modo “artigiano” di fare musica, che cura l’unicità delle produzioni (sempre con una forte componente autobiografica) e limandone ogni aspetto fino al raggiungimento di una compiutezza ideale. Una canzone, più di ogni altra, contiene una parte importante della mia storia: E’ la mia vita (“E’ la mia età che se ne va e quanto amore via con lei…”) allora mi stavo affacciando alla seconda metà della mia vita. Mi avvicinavo, consapevole, alla trasformazione della mia carriera. Senza rinnegare nulla, dopo anni passati in studi di registrazione, estenuanti battaglie con la discografia, attese trepidanti per i risultati commerciali, ho cercato il modo di far confluire la mia esperienza verso nuove esperienze. Ho deciso di lasciar emergere appieno la mia anima d’artista. Da questo mio bisogno è nata l’idea dell’opera di prosa Lennon & John, il duello teatrale di cui ho scritto il testo e curato la regia.
È difficile oggi riconoscersi quando la pacatezza e l’attitudine alla riflessione che la maturità porta con sé, hanno sostituito l’incoscienza e la spavalderia dei vent’anni. Devo a mio padre la grande passione per la musica lirica: quando ero piccolo, per farmi addormentare, mi cantava sottovoce arie d’opera. E non ho mai dimenticato l’emozione che provavo quando nelle visite domenicali al ramo napoletano della famiglia, aspettavo con ansia il momento in cui mia zia si sarebbe seduta al pianoforte. Oggi mi intenerisco ripensando a tutto quello che ho potuto realizzare e, forte del mio passato, sono sempre alla ricerca della bellezza e del modo di reinventare il mio mestiere che è poi la mia vita, e di far confluire la mia attenzione verso nuove esperienze.