| |
Allora avevo un
sogno, oggi ho la mia
storia e la consapevolezza del mio presente.Alla fine degli
anni ‘60 scopro sulla copertina di un disco che amavo molto,
un 33 giri di Ike & Tina Turner, la parola “Producer”
e affascinato da questa nuova figura artistica decido che
quella sarebbe stata la mia professione. Cerco e trovo l’occasione:
con i Pooh incido Tanta voglia
di lei e Pensiero a
cui seguono anni di intenso lavoro con il gruppo.
Riascoltando
Opera prima, Alessandra, Parsifal si
coglie tutta l’emozione e l’importanza del nostro incontro.
Con i Pooh realizzo un altro, grande progetto: una tournèe
con l’orchestra sinfonica nei teatri più prestigiosi ed il
risultato è stato clamoroso. Probabilmente a spingermi è
stato quell’amore per la lirica che coltivavo dentro di me
e che oggi mi porta a nuovi confronti musicali. Ho
amato tutti gli artisti che ho diretto.
Sono stato conquistato dalla
figura e dalla voce di Alice, dal fascino di Miguel Bosè,
dal timbro evocativo della voce di Tosca, dalla freschezza
della composizione Luna di
Gianni Togni. Canzoni come: Strano
il mio destino per Giorgia, Storie
di tutti i giorni per
Riccardo Fogli, Che mistero è
l’amore per Nicky Nicolai e
Stefano Di Battista nate con Maurizio Fabrizio, sono diventate
dei grandi successi dopo una fine opera di cesello.
La mia
attenzione ai particolari, giudicata a volte “maniacale”
è l’espressione di un modo “artigiano” di fare musica, che
cura l’unicità delle produzioni (sempre con una forte componente
autobiografica) e limandone ogni aspetto fino al raggiungimento
di una compiutezza ideale. Una canzone, più di ogni altra,
contiene una parte importante della mia storia: E’ la mia
vita (“E’ la mia età che se ne va e quanto amore via con
lei…”) allora mi stavo affacciando alla seconda metà della
mia vita. Mi avvicinavo, consapevole, alla trasformazione
della mia carriera. Senza rinnegare nulla, dopo anni passati
in studi di registrazione, estenuanti battaglie con la discografia,
attese trepidanti per i risultati commerciali, ho cercato
il modo di far confluire la mia esperienza verso nuove esperienze.
Ho deciso di lasciar emergere appieno la mia anima d’artista.
Da questo mio bisogno è nata l’idea dell’opera di prosa Lennon & John,
il duello teatrale di cui ho scritto il testo e curato la
regia.
È difficile oggi riconoscersi quando la pacatezza
e l’attitudine alla riflessione che la maturità porta con
sé, hanno sostituito l’incoscienza e la spavalderia dei vent’anni.
Devo a mio padre la grande passione per la musica lirica:
quando ero piccolo, per farmi addormentare, mi cantava sottovoce
arie d’opera. E non ho mai dimenticato l’emozione che provavo
quando nelle visite domenicali al ramo napoletano della famiglia,
aspettavo con ansia il momento in cui mia zia si sarebbe
seduta al pianoforte. Oggi mi intenerisco ripensando a tutto
quello che ho potuto realizzare e, forte del mio passato,
sono sempre alla ricerca della bellezza e del modo di reinventare
il mio mestiere che è poi la mia vita, e di far confluire
la mia attenzione verso nuove esperienze.
|